Cronaca 

Perdita di gasolio a San Quirico, ecco cosa è successo

Persi circa 500 litri di materiale. L’azienda, la Sigemi, si è messa subito a disposizione per limitare i problemi e riparare i danni. Panne “preventive” nel Polcevera, anche se, probabilmente, lo sversamento non ha raggiunto il letto. Certamente ha intriso l’argine, da cui sarà rimossa la terra

La perdita è cominciata alle ore 15.01. Si era verificata fuoriuscita di gasolio vaporizzato da una flangia collegata all’oleodotto, con una perdita al momento stimata intorno ai 500 litri di gasolio che sono stati nebulizzati in direzione di via Semini e, di conseguenza, verso il torrente Polcevera.
In quel momento era in atto un operazione di pulizia dell’oleodotto con emissioni di azoto dall’insediamento che si trova a Vignole Borbera, in Piemonte, operazione che è iniziata alle ore 10:20 e che doveva terminare intorno alle ore 17.
Il gasolio “spruzzato” ha interessato il piazzale interno a via Semini.
Sul posto sia la Polizia locale del nucleo Ambiente del reparto Sicurezza Urbana (mentre i colleghi del V distretto di interessavano della viabilità paralizzata nella vallata) sia una squadra Arpal che ha effettuato il campionamento dei reflui recapitati nel Polcevera.

Personale della Sigemi e di altre società collegate hanno provveduto alla prima operazione di bonifica con spargimento di prodotto assorbente e alla posa in opera di panne assorbenti nel letto del Polcevera onde evitare possibili inquinamenti del torrente stesso. Queste ultime operazioni sono state fatte in collaborazione con i vigili del fuoco che hanno agevolato il personale a raggiungere il letto del torrente.
Per domani è fissato un nuovo sopralluogo della polizia locale e dei tecnici Arpal per ricostruire le cause dell’incidente.
Il gasolio ha interessato il manto stradale. Aster ha concordato con Sigemi la scarifica del manto stradale e la sua riasfaltatura.

<Parte dell’idrocarburo è stato nebulizzato ed è finito, insieme agli altri liquidi e schiumogeni utilizzati per motivi di sicurezza, sulla sede stradale e, anche attraverso dei tombini, nell’alveo sottostante, caratterizzato in quel tratto da una fitta vegetazione – dicono all’Arpal -. Sono stati effettuati due distinti campionamenti, a monte e a valle, eseguiti anche perchè sul pelo dell’acqua era stata riscontrata una modesta iridescenza. I campioni verranno analizzati nel laboratori Arpal con risultati resi noti appena disponibili. Oltre all’intervento tecnico del personale di Agenzia, gli operatori del Pronto Intevento e il personale incaricato dalla ditta hanno posizionato panne di contenimento per garantire la protezione del torrente mentre una ruspa e l’autospurgo hanno asportato il fango contaminato e le sostanze liquide fuoriuscite dall’impianto>.

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